Acqua potabile significa acqua ideale da bere? Facciamo chiarezza

Quando apriamo il rubinetto di casa e riempiamo un bicchiere d’acqua, raramente ci chiediamo cosa contenga realmente quell’acqua.
Sappiamo che è acqua potabile, quindi che può essere consumata. Ma essere potabile significa necessariamente che tutte le acque siano uguali?
La risposta è no.
Due acque possono essere entrambe perfettamente conformi ai requisiti previsti per il consumo umano e, allo stesso tempo, avere caratteristiche molto differenti per mineralizzazione, durezza, quantità di sali disciolti, sodio, cloruri, gusto e caratteristiche organolettiche.
Ed è proprio questa distinzione che vale la pena conoscere.
Cosa significa realmente “acqua potabile”?
Partiamo da un concetto fondamentale.
Quando definiamo un’acqua “potabile” non stiamo esprimendo un giudizio generico sulla sua qualità: stiamo dicendo che quell’acqua rispetta i requisiti previsti dalla normativa per essere destinata al consumo umano.
In Italia la qualità dell’acqua destinata al consumo umano è regolamentata e sottoposta a controlli specifici.
Vengono considerati numerosi parametri microbiologici, chimici e indicatori destinati a garantire la sicurezza dell’acqua distribuita alla popolazione.
Questo significa che l’acqua della rete idrica conforme ai requisiti di legge può essere bevuta in sicurezza.
Ma c’è una distinzione importante da fare:
“potabile” non significa “identica in ogni abitazione o in ogni città”.
La composizione dell’acqua può infatti variare sensibilmente in funzione della sorgente, della zona geografica, delle caratteristiche geologiche del territorio e del sistema di distribuzione.
Perché l’acqua cambia da una zona all’altra?
L’acqua presente in natura attraversa terreni e rocce e, durante il suo percorso, può acquisire differenti sostanze minerali.
È per questo che l’acqua disponibile in una zona può avere caratteristiche molto diverse rispetto a quella di un’altra città, pur essendo in entrambi i casi potabile.
Tra i parametri che possono variare troviamo, ad esempio:
- calcio;
- magnesio;
- sodio;
- cloruri;
- bicarbonati;
- durezza;
- conducibilità;
- residuo di sostanze disciolte.
Anche il gusto può cambiare.
Chi si trasferisce da una città all’altra spesso se ne accorge immediatamente: l’acqua del nuovo rubinetto può sembrare più “pesante”, più calcarea oppure semplicemente diversa rispetto a quella a cui era abituato.
Non significa necessariamente che una delle due acque sia sicura e l’altra no.
Significa che hanno composizioni differenti.
Acqua potabile e durezza: sono la stessa cosa?
No.
La durezza dell’acqua è legata principalmente alla presenza di calcio e magnesio.
Un’acqua può quindi essere dura e contemporaneamente essere perfettamente potabile.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non considera infatti la durezza, ai livelli normalmente presenti nell’acqua potabile, un parametro per il quale stabilire un limite sanitario.
Questo è un punto importante perché intorno al cosiddetto “calcare nell’acqua” esistono molte convinzioni errate.
L’acqua dura può certamente avere conseguenze pratiche facilmente visibili in casa: incrostazioni sui rubinetti, residui sul vetro della doccia, depositi negli elettrodomestici e formazione di calcare sulle resistenze.
Ma questo aspetto non deve essere confuso automaticamente con un problema sanitario.
La vera domanda dovrebbe quindi essere un’altra:
quali sono esattamente le caratteristiche dell’acqua che utilizziamo ogni giorno?
Perché conoscere l’acqua di casa è importante?
Molte persone scelgono l’acqua semplicemente sulla base del gusto.
Alcune preferiscono l’acqua del rubinetto, altre comprano esclusivamente acqua minerale in bottiglia e altre ancora scelgono di installare un sistema per il trattamento dell’acqua direttamente in casa.
Non esiste una scelta universale valida per tutti.
Prima di scegliere, però, è utile sapere da quale situazione si parte.
Conoscere alcuni parametri dell’acqua permette di comprendere meglio:
- il livello di mineralizzazione;
- la durezza;
- la quantità complessiva di sostanze disciolte;
- alcune caratteristiche chimico-fisiche;
- eventuali esigenze specifiche di trattamento.
È questo il motivo per cui un’analisi dell’acqua può rappresentare un punto di partenza molto più razionale rispetto alla scelta basata esclusivamente sulle proprie sensazioni.
Che cos’è l’osmosi inversa?
Tra le tecnologie utilizzate per il trattamento dell’acqua domestica troviamo l’osmosi inversa.
Il principio di funzionamento si basa sull’utilizzo di una membrana semipermeabile.
L’acqua viene spinta attraverso questa membrana, che permette il passaggio dell’acqua mentre ostacola, in misura differente a seconda delle sostanze e delle caratteristiche dell’impianto, numerosi elementi presenti in soluzione.
L’osmosi inversa è quindi una tecnologia utilizzata per ridurre significativamente la quantità di sali disciolti e diverse altre sostanze presenti nell’acqua.
La tecnologia viene utilizzata non soltanto negli impianti domestici, ma anche in numerose applicazioni professionali e industriali.
Tra le sostanze sulle quali un sistema a osmosi inversa può intervenire rientrano numerosi solidi disciolti, sali e composti inorganici.
Il risultato dipende naturalmente dalla qualità dell’acqua in ingresso, dalla tipologia di membrana utilizzata, dalla configurazione dell’impianto e dalla corretta manutenzione.
Perché alcune famiglie scelgono un impianto a osmosi inversa?
Le motivazioni possono essere diverse.
Una delle più comuni è la volontà di avere direttamente a casa un’acqua con caratteristiche differenti rispetto a quella disponibile al rubinetto.
Un sistema correttamente dimensionato permette di intervenire sulla composizione dell’acqua e sulla quantità di sostanze disciolte.
Ci sono poi aspetti estremamente pratici.
Avere acqua trattata direttamente in cucina può significare:
- non acquistare continuamente casse d’acqua;
- non trasportare bottiglie pesanti;
- diminuire lo spazio necessario per conservarle;
- ridurre il numero di bottiglie di plastica utilizzate;
- avere acqua disponibile direttamente dal proprio punto di erogazione.
La comodità rappresenta infatti uno dei motivi principali per cui molte famiglie decidono di abbandonare progressivamente l’acqua in bottiglia.
L’osmosi inversa elimina tutti i minerali?
È una delle domande che vengono poste più frequentemente.
L’osmosi inversa è una tecnologia molto efficace nella riduzione dei solidi disciolti e dei sali presenti nell’acqua.
Questo non significa però che tutti gli impianti producano necessariamente la stessa acqua.
Le caratteristiche finali dipendono infatti dal sistema utilizzato.
Esistono configurazioni differenti e sistemi che permettono di gestire le caratteristiche dell’acqua prodotta attraverso specifiche regolazioni o fasi successive di trattamento.
Per questo motivo è importante evitare di scegliere un impianto esclusivamente sulla base del prezzo o di una generica definizione di “depuratore”.
Un sistema per il trattamento dell’acqua deve essere scelto partendo dalle caratteristiche dell’acqua in ingresso e dal risultato che si desidera ottenere.
L’importanza della manutenzione
C’è un altro elemento fondamentale quando si parla di trattamento dell’acqua: la manutenzione.
Filtri e membrane non devono essere considerati componenti eterni.
Nel corso del tempo lavorano continuamente sull’acqua che attraversa l’impianto e devono quindi essere controllati e sostituiti secondo le indicazioni previste dal produttore.
Il Ministero della Salute sottolinea proprio l’importanza della corretta installazione, dell’utilizzo e della manutenzione delle apparecchiature destinate al trattamento dell’acqua potabile.
Un buon impianto non è quindi soltanto una macchina installata sotto il lavello.
È un sistema che deve essere correttamente dimensionato, installato e mantenuto nel tempo.
Acqua del rubinetto, acqua in bottiglia o osmosi?
A questo punto possiamo tornare alla domanda iniziale.
Qual è l’acqua migliore?
In realtà la domanda dovrebbe essere formulata diversamente.
Quale soluzione è più adatta alle esigenze della propria famiglia?
L’acqua di rete conforme alla normativa è potabile e sicura.
L’acqua minerale in bottiglia presenta una composizione dichiarata in etichetta e permette al consumatore di scegliere tra differenti caratteristiche.
Un sistema a osmosi inversa, invece, offre la possibilità di intervenire direttamente sull’acqua disponibile nella propria abitazione, modificandone determinate caratteristiche attraverso un trattamento domestico.
Sono quindi tre modalità differenti di approcciarsi all’acqua che beviamo ogni giorno.
Prima di scegliere, conosci la tua acqua
È questo probabilmente il concetto più importante.
Prima di acquistare acqua in bottiglia per anni oppure scegliere un sistema di trattamento domestico, vale la pena conoscere meglio l’acqua che arriva al proprio rubinetto.
Non bisogna partire dalla paura.
Bisogna partire dai dati.
Conoscere le caratteristiche dell’acqua permette di valutare in maniera più consapevole quale tipo di trattamento possa essere realmente utile e quale configurazione sia più indicata per la propria abitazione.
Vuoi conoscere meglio l’acqua di casa tua?
Noi di Soluzioni Benessere ci occupiamo da anni di sistemi per il trattamento dell’acqua domestica e di impianti a osmosi inversa.
Il nostro approccio parte sempre dalla stessa domanda:
che acqua stai utilizzando oggi?
Attraverso un’analisi informativa possiamo valutare alcune caratteristiche dell’acqua della tua abitazione e spiegarti, in maniera semplice e trasparente, quali possibilità esistono per trattarla.
Senza partire dall’impianto.
Partendo dall’acqua.
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Bere acqua è uno dei gesti più semplici e frequenti della nostra giornata.
Conoscere meglio ciò che arriva nel nostro bicchiere è il primo passo per poter scegliere consapevolmente.